SESSO IN MENOPAUSA. Dalla riproduzione alla ricreazione

SESSO IN MENOPAUSA. 

Dalla riproduzione alla ricreazione

Dr. Maria Cristina Iannacci

Ginecologa e Sessuologa

Il sesso ha molteplici funzioni nella specie umana, dalla riproduzione al piacere fisico, dalla comunicazione tra i componenti della coppia alla produzione di sostanze neurotrofiche per la felicità e il benessere psicofisico (v. altro articolo nel blog). Col passare degli anni le priorità cambiano, è una legge biologica… svanisce l’aspetto meramente riproduttivo ma rimane, prepotente, l’aspetto ricreativo. E questo la medicina tradizionale cinese l’ha sempre sottolineato, esaltando la funzione sociale della donna in post-menopausa, fonte di saggezza e positività al servizio della comunità.

Se l’aspetto riproduttivo perde sempre più importanza, le energie deputate al mantenimento di questa funzione vengono risparmiate in favore di altre prioritarie. Ecco quindi che l’erezione nell’uomo e la capacità di contenimento della donna, quindi il coito vaginale con eiaculazione interna, che biologicamente serve ad avvicinare il più possibile il gamete maschile al femminile, vengono sempre meno “garantiti” man mano passano gli anni. L’invecchiamento sessuale è in sostanza il deficit erettivo progressivo dell’uomo e la secchezza vaginale con angustia genitale femminile, espressione clinica dell’endocrino-senescenza. L’antiaging sessuale è la disciplina medica che si prende cura del benessere sessuale dell’individuo e della coppia col passare del tempo.

Nella mia esperienza clinica pluridecennale, ho incontrato tre tipologie di evoluzione della sessualità femminile in post-menopausa (in realtà ci sarebbe una quarta tipologia, le donne che non notano alcuna differenza nella propria vita sessuale prima e dopo la menopausa, ma si contano sulle dita di una mano e comunque non sono le lettrici di questo articolo!!!).

Innanzitutto la donna che ha sempre vissuto male la relazione sessuale, con poco interesse e poca soddisfazione, la quale abbraccerà il passaggio dell’età con intima gioia, parandosi dietro le difficoltà psicofisiche legate alla menopausa per chiudere definitivamente con il sesso. 

La seconda tipologia di paziente è colei che non si è mai definita particolarmente portata per il sesso, ma lo ha sempre vissuto con serenità e soddisfazione. L’impatto con la menopausa può essere problematico. 

La coppia in realtà può cambiare spontaneamente ed istintivamente la modalità di fruizione del piacere sessuale rinunciando alla penetrazione e focalizzandosi su giochi erotici, in particolare se entrambi i componenti presentano difficoltà alla penetrazione. Il piacere femminile del resto è sempre quello, sia che ci si concentri alla stimolazione della parete vaginale anteriore accendendo la via sensitiva spino-reticolo-talamica sia se si giochi per lo più col clitoride, attivando la via spino talamica diretta. Studiando la struttura anatomo-fisiologica del clitoride (v. altro articolo sul blog), sappiamo che alla fine, superata la soglia di stimolazione, l’orgasmo è unico. 

Poi c’è la donna matura che sa come funziona, che conosce esattamente cosa le piace, che ha imparato cosa e come chiedere al partner, che ha nel tempo -mi auguro!-selezionato il partner giusto per lei (v articolo sull’assortimento della coppia sul blog). Questa tipologia di donna, che ha vissuto una sessualità vivace ed appagante, di fronte al calo dell’efficienza sessuale chiederà ben presto aiuto allo specialista ginecologo-sessuologo. 

Ecco che la lettura della domanda diventa punto cruciale per capire il problema ed orientare l’intervento consulenziale e/o la terapia. È calato il desiderio sessuale ma poi tutto funziona? La secchezza vaginale crea dolore e blocca il proseguimento del rapporto? I tempi dell’orgasmo si sono allungati? I problemi “tecnici“ hanno indotto evitamento della sessualità? Il deficit erettile maschile ha innescato il problema?

Dopo aver identificato la sequenza di comparsa dei sintomi, la fisiopatologia dell’insoddisfazione sessuale e aver chiarito alla paziente che al dolore segue sempre una reazione di evitamento fisico, con contrattura muscolare locale, che crea circolo vizioso mortificante, e calo del desiderio, si pone la coppia di fronte alla possibilità di evolvere insieme, aiutandosi a vicenda anche cambiando qualcosa nell’intimità e si propongono terapie ormonali diversificate, per lo più locali o transdermiche, estremamente efficaci.

L’antiaging sessuale si articola quindi in un intervento diciamo “pedagogico”, di spiegazione e si avvale di terapie mediche (in particolare ormonali, v altro articolo sul blog) e di una consulenza psico-sessuologica, per favorire il dinamico raggiungimento di un diverso equilibrio tra le lenzuola, avendo come obiettivo il benessere psicofisico della paziente e della coppia che passa sempre di più attraverso la soddisfazione sessuale, in altri termini, la ricreazione. 

Dr. Maria Cristina Iannacci

www.iannacci.it